Piante antizanzare: Catambra

Publicado en por Giardiniere

Piante antizanzare: Catambra

La Catambra è la pianta antizanzare per eccellenza e serve ad allontanare appunto questo fastidioso insetto. Appartiene alla famiglia delle bignogniacee, è originaria dell’America Boreale, esercita una potente azione repellente contro le zanzare grazie al “catalpolo”, sostanza naturale che contiene in grande quantità.

La coltivazione della Catambra è stata pensata da Ambrogio Vivai a seguito di una passeggiata sul Po, occasione in cui ha notato che un’area del cremonese vicina al fiume non era infestata dalle zanzare, ma studiando la vegetazione endemica ha optato per un innesto di una pianta antizanzara in un albero da giardino ed in un appartamento, creando due versioni diverse.

Attualmente la Catambra, o pianta antizanzare, detta anche Catalpa di Ambrogio, ha un marchio commerciale che la protegge, Ambrös Plants, ed un Brevetto Europeo.

L’Istituto Sperimentale per la Floricoltura ha condotto analisi di laboratorio che hanno dimostrato che la quantità di catalpolo è quattro volte superiore ad ogni altro esemplare della specie in questa varietà innestata ed è molto efficace anche contro le zanzare tigre.

Si tratta di una pianta dalla facile coltivazione, che può essere posta sia in terra che in vaso, al sole o all’ombra, è inodore, non fiorisce o cresce in altezza, ingrossa semplicemente fusto e fronde, ha un’azione repellente in un’area doppia rispetto alla sua chioma, non va pertanto potata frequentemente.

La Catambra in vaso va innaffiata con una cadenza da uno a tre giorni, a seconda del vaso e dell’ubicazione, se posta a terra va innaffiata ogni 4 – 6 giorni invece.

Il terreno va inumidito ma non bagnato, bisogna prestare attenzione al catalpolo perché è volatile, si deve circoscrivere l’area con più di una pianta mettendole ad una distanza tra uno e tre metri l’una dall’altra a seconda delle dimensioni delle piante ed all’ampiezza dell’area da proteggere dalle zanzare; la disposizione delle piante dev’essere a gruppetti, ma non a filare, al fine di circoscrivere l’area e chiudere il cerchio; se le piante sono piccole bisogna attendere che abbiano un fogliame folto che darà loro una sufficiente repellenza.

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