La storia dei Bonsai

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La storia dei Bonsai

La storia del bonsai al contrario dell’opinione comune non inizia in Giappone, ma in Cina. A coltivare i bonsai per primi furono proprio i cinesi molti secoli fa, quando la Cina era un terreno di scontri, avveniva che le famiglie dovevano continuamente spostarsi da una parte all'altra, ma essendo una cultura in gran parte fondata sulla coltivazione di pianti ed alberi per ottenere cibo, immaginate quanto poteva divenire arduo ogni volta riniziare dal punto di partenza l’intero processo di coltivazione; fu così che vennero sviluppate le prime tecniche di orticoltura per stratificazione o talee (che permette sostanzialmente di piantare un albero all'interno di un contenitore) che ha fatto si che venissero soddisfatte tutte quelle condizioni ottimali alla coltivazione da esterno per permettere all'albero di crescere, ma conservando delle dimensioni minute che lo rendono ideale al trasporto.

Questa tecnica passò da una generazione all'altra e soltanto dopo molti anni i giapponesi si innamorarono letteralmente dei cosiddetti alberi nani introducendoli nella loro cultura migliorandone e raffinandone notevolmente le tecniche, tanto da inserirli appieno nel proprio patrimonio culturale e storico (nello specifico la tecnica si rifà all'arte Seishi, ovvero, l’arte di dare forma) .

I bonsai, quindi, nient’altro sono che degli alberi in vaso e rispetto alle piante comuni richiedono più attenzioni, a partire dal rinvaso periodico. Molte persone pensano che essendo sostanzialmente degli alberi in un certo senso “soffrano” il fatto di crescere dentro un vaso, ma è solo un’erronea impressione che si ha vedendo la forma alquanto contorta dei bonsai; se la pianta soffrisse davvero non arriverebbe sicuramente a fiorire. Per la coltivazione dei bonsai è raccomandato seguire dei consigli reperibili in libri e riviste vendute presso vivai specializzati.

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