Il giardino giapponese

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Il giardino giapponese

Fra le tipologie di giardini privati che stanno prendendo piede in Italia, quello giapponese è divenuto una vera tendenza. Sono sempre più gli italiani, infatti, che realizzano o richiedono l’allestimento di un tipico giardino orientale. Pregio di questa tipologia di giardni, è sicuramente il fatto che permette di sbizzarrirsi, prevedendo diverse modalità attraverso cui personalizzare ed arricchire uno spazio verde. Il giardino giapponese si differenzia dalle altre forme di giardini, per il fatto di creare paesaggi in miniatura secondo uno stile stilizzato di tipo astratto. In passato prevedano due tipi di realizzazione:

  1. I giardini dell’imnperatore: tipologia giardini creati per il puro piacere estetico.

  2. I giardini dei templi buddisti: tipologia giardini progettati per la meditazione.

In base, inoltre, al tipo di materiali utilizzati abbiamo:

  • Giardini Karesansui: tipi di giardini costituiti da rocce e sabbie giapponesi. Meglio noti come giardini Zen.

  • Kaiyu-shiki-teien: giardini che prevedono al loro interno un percorso.

  • Roji: giardini semplici realizzati con case da tè dove si assapora la bevanda.

  • Tsubo- Niwa: piccoli giardini generalmente collocati all’interno di un cortile.

La tipologia giapponese è stata protagonista di una forte influenza da parte dello stile cinese per molti in secoli, ma in seguito ha raggiunto una propria e definitiva identità. Ciò però fino al XIX, momento in cui i giardini vengono influenzati dai modelli occidentali. L’architettura giapponese vera e propria si sviluppa fortemente sotto il periodo Edo, dove la concezione dominante è quella di realizzare giardini in base ai propri gusti. Tale stile prende progressivamente piede in seguito negli edifici.

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