Fondamenti di biodinamica: cosa sapere per coltivare
La coltivazione biodinamica fonda le sue basi su alcuni punti che la distinguono anche dalla coltivazione biologica. Andiamo ad analizzare più da vicino quali sono questi punti:
- Sfruttare le forze naturali: la biodinamica viene spesso descritta sommariamente come una tecnica di coltivazione senza concimi e veleni. Tali aspetti anche se importanti vanno interpretati come secondari, in quanto si tratta di un metodo che per prima cosa si caratterizza per una cosciente utilizzazione delle forze naturali; nello specifico, partendo dall'osservazione della produzione vegetativa in natura, il metodo delinea tre espressioni fondamentali di questa forza naturale, ovvero:
- Liberazione nella terra di tutte le componenti nutritive di cui la pianta ha bisogno
- Inspirazione dall’atmosfera alla terra per mezzo dei vegetali
- Autoregolazione degli organismi viventi
- La rotazione: tecnica nata appena 100 anni fa e che ha preso particolare piede in Europa quando si diffuse la coltivazione delle patate e dei tuberi. La rotazione sostanzialmente si traduce nel tentativo di ottenere la massima armonia biologica coltivando ortaggi con tuberi o radici, oltre che seminare vegetali che offrono i loro frutti nelle forme di foglie, semi e radici.
Tale principio generale di restituire alla terra quello che la terra prende, trova origine nei fondamenti della chimica per la quale bisognerebbe attivare la terra di modo che le sostanze presenti in essa possano essere liberate ed in questo modo assimilate dalle piante. Tale processo avviene grazie alla presenza dei lombrichi, vermetti ed in generale di tutti i microrganismi. Ogni intervento, quindi, deve avere come scopo primario la protezione di questa sorta di micro-stalla. Relativamente ai concimi, invece, per la biodinamica la tipologia chimica frenerebbe in maniera consistente il processo naturale suddetto.
