Coltivare la betulla
La betulla è un albero di media grandezza presente nelle zone temperate dell’emisfero nord, di cui esistono molte specie, ma poche ne vengono coltivate in Italia come piante ornamentali.
Nel nord d’Italia se ne trovano alcuni esemplari nei boschi, mentre in Scandinavia sono molto diffusi.
Ciò che caratterizza la maggior parte delle specie di betulla è la sostanza detta “betulina”, che si trova nella corteccia, dal colore bianco perlaceo, che dà alla pianta questa colorazione anche durante l’inverno; le foglie sono caduche, dal colore verde brillante e dal margine dentellato, mentre in autunno diventano gialle e resistono sull’albero per un pò; il fusto raggiunge i trenta metri d’altezza ed è sempre sottile.
I semi della betulla sono pionieri, ossia germogliano in campo aperto, lontano dal bosco, preparando il terreno per altri semi ed altre piante.
I rami creano una chioma a fiamma, allungata, poco densa, sono penduli, conferiscono alla pianta un aspetto piangente; i fiori sono uniti in amenti tipo noccioli, ontani, carpini; i semi sono samare dalle ali sottili e poco in evidenza.
Esistono famiglie di betulla con sei generi e più di 160 specie di alberi decidui e cespugli che prosperano nelle zone temperate nordiche.
Si trovano dalle trenta alle sessanta specie di alberi di betulla, poco longevi e pionieri nell’emisfero nord.
La corteccia ha lunghe occhiature orizzontali che la separano in lamine cartacee sottili e che può avere colori diversi a seconda della varietà e dell’età dell’esemplare, dal grigio al bianco al nero al giallo.
Le gemme si sviluppano completamente già a metà estate, sono laterali e non apicali, il legno ha una tessitura fine e setosa non adatta all’uso come legna da ardere.
In Italia la betulla è posta nei giardini a dimora, con alberi resistenti che preferiscono posizioni soleggiate o semiombreggiate ed un clima in cui l’escursione termica tra le stagioni è forte; altra predilezione va ai terreni freschi e ben drenati dal pH acido, non compatti, argillosi, calcarei, bensì sabbiosi e sicuramente non sassosi, luoghi in cui la pianta sopravvive con difficoltà.