I giardini di marzo

Publicado en por Giardiniere

I giardini di marzo

Tra i giardini che vengono riaperti al pubblico nel mese di marzo, risplende sicuramente quello di Ninfa come uno dei più belli d’Italia.

Esso è un monumento naturale della Repubblica italiana posto nel territorio del comune di Cisterna di Latina, vicino a Norma e Sermoneta; è un giardino all’inglese, creato da Gelasio Caetano nel 1921, nella zona in cui sorgeva la cittadina medioevale di Ninfa, di cui si trovano solo pochi ruderi nei pressi del giardino, restaurati proprio con il suo avvento.

Ha un’estensione di otto ettari, ospita al suo interno oltre un migliaio di piante, è attraversato da molti ruscelli d’irrigazioni e dal fiume Ninfa, che trae origine dal laghetto omonimo di natura risorgiva che scorreva fino alla sua bonifica integrale per quaranta chilometri nell’agro pontino con il nome di Ninfa e di Sisto, fino a sfociare tra Terracina e San Felice Circeo.

Negli anni Trenta le acqua sorgive sono state deviate a sud del giardino fino al corso del Collettore delle Acque Medie, in modo da separarle dal corso del Ninfa/Sisto, in cui vive la Trota macrostigma detta anche Trota di Ninfa.

All’interno del giardino che rifiorisce a marzo, vicino alla chiesa di San Giovanni, si può osservare un albero di noce americano, alcuni meli ornamentali, un acero giapponese a foglia rosa, un faggio rosso, un acero a foglie bianche ed un pino a foglie color argento.

Dietro la chiesa di Santa Maria Maggiore vi è una bignonia gialla, alcune yucca, diversi roseti; nei pressi della facciata principale si trovano invece un cotinus coggygria, o albero della nebbia, con fiori a piumino rosa, un cedro su cui è appoggiata una tillandsia, pianta priva di radici che si nutre dell’umidità dell’aria.

Nel viale dei cipressi si possono osservare delle erythrina crista-galli, ossia dei fiori color scarlatto somiglianti ad uccelli tropicali, mentre nel viale delle lavande si trovano dei ciliegi penduli, un pino dell’Himalaya, alcuni banani, un pino messicano, un’acacia sudamericana.

Nel giardino di Ninfa, per chi lo visita a partire dalla fine di marzo, si può trovare un’area adibita a giardino roccioso, in cui sono presenti iberis, eschscholzia, veronica, alyssum, aquilegia, dianthus, melograni nani.

Nei pressi del ponte del macello ci sono clematis armandii dai fiori viola, ortensie rampicanti, aceri, un pioppo, un boschetto di noccioli, un acer saccharinum, un liriodendron tulipifera, o albero dei tulipani; vicino al ponte di legno vi è una gunnera manicata delle zone fluviali brasiliane, alcuni papiri, un cedro, una casuarina tenuissima australiana.

Vicino al ponte romano invece si trovano una photinia serrulata, alcuni gelsomini, dei glicini ed un gruppo di bambù cinesi; sul municipio infine si trova una lonicera involucrata e davanti al castello una magnolia stellata.

Nel 1976 è stata inaugurata qui un’oasi del WWF dell’estensione di 1800 ettari, al fine di proteggere la fauna locale, con la realizzazione di un bosco e di alcune zone umide per favorire la nidificazione dell’avifauna e ricreare su quindici ettari la vegetazione tipica, ossia paludosa, proprio perchè essa insiste sulle rotte migratorie degli uccelli che partono dall’Africa per arrivare in Europa; l’oasi è stata premiata con lo stanziamento definitivo di uccelli come le alzavole, i germani reali, le canapiglie, gli aironi, le pavoncelle ed alcune specie di rapaci.

Se volete più informazioni potete consultare la pagina web ufficiale.

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