Orto di casa e design
Oggi la grande novità è l’associazione tra l’orto di casa ed il design d’arredo: perchè non pensare che una pentola possa avere la forma di una zucca gigante e che un contenitore ermetico possa assomigliare ad un pomodoro?
Già esistono oggetti di design che riprendono forme ad esempio di melanzane con i bordi per realizzare taglieri sagomati dalla tinta contrastante oppure vintage.
“Homi” è la fiera dedicata agli stili di vita; quest’anno è spiccata la linea lanciata da Pagnossin di ciotole-peperone e piatti-cavolo, come se ci si trovasse in un mercato rionale.
Anche nei musei il connubio orto di casa e design si sta affermando, lo si può dimostrare visitando la mostra a Palazzo Madama a Torino intitolata “Eccentrica Natura”, in cui verdura e frutta vanno gustate con gli occhi, ammirando quadri e sculture di tartufi, zucche, cocomeri, strani cavolfiori, grosse albicocche, limoni cedrati, cardi, fave, spighe di grano, grappoli d’uva, pere, datteri, barbabietole, girasoli, cavoli, funghi, castagne.
Nelle sfilate di moda persino il legame tra design ed orto di casa si fa sentire e vedere: nella sfilata primavera/estate di Schiaparelli a Parigi sono stati visti sfilare dei topinambur di paillettes, mentre a Londra sono stati posti pomodori e cavolfiori sui cuscini dell’arredamento; a Milano poi Florsocks ha ricamato su calzette di nylon e cotone delle infiltrazioni di zucchine e di cetrioli.
Art director e stilisti sui social network tengono alto l’interesse per i frutti dell’orto di casa, confondendoli con oggetti di design, come nel caso delle borse green, fatte di una pelle ricavata dalla frutta; un esempio è il brand Fruitleather, creato dai designer di un’accademia di Rotterdam per ridurre lo spreco di cibo. In particolare, la tecnica utilizzata è quella di schiacciare e cuocere frutta e verdura buttate dai mercati della città perchè ammaccate, farle seccare creando speciali fogli, ottenerne un composto resistente ma anche flessibile che può essere usato per realizzare degli oggetti. L’obiettivo dell’ecosostenibilità potrebbe essere raggiunto da questo gruppo giovane.